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e' una bella giornata di cielo azzurro e sole intenso, ma il lago e' comunque arrabbiato
non sopporta il vento che gli solletica la superficie facendolo agitare e contorcere
e allora inizia ad urlare e lanciarsi minaccioso verso riva, tirando sberle cieche a chi incrocia sulla sua strada
e puoi vedere le barche impennarsi e i suoi spruzzi arrivare alti in cielo
Home » naturaTag correlati: vita, foto, piaceri, parole, stati animo, sole, attimi, acqua, baco, riflettendo, tenebre, luna, disegno, no-comment, nudo
| in un'ora ci sono tante cose |
| cose sul lago |
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| cose che attraversano il cielo |
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| e altre che lo disegnano |
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| e ci sono cose a terra |
| tracce di animale |
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| e tracce di animale umano |
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| ...e poi c'e' l'animale umano che mentre parla al telefono non riesce a resistere e fa pipi' in bella mostra... |
| meglio tornare con le orecchie tra il verde e ascoltare il ronzio delle api che si rubano il fiore migliore e mi ricordano l'ape maia e il suo amico willy |
| mi guardo intorno e penso che voglio tornare quando tutto sara' nebbia |
ho pensieri sospesi nel vuoto dell'assenza di tempo, ma impressi sulla pelle, come marchi indelebili.
conservo odore di freddo e nubi cariche di pioggia come nebbia crudele, volto lo sguardo e ha assorbito il mondo da cui sono salita. isolata nel grigio, nessun rumore, se non l'alta tensione che sfrigola imprigionata nei cavi, vie parallele che spariscono verso valle. nel grigio il dove non c'e', ma sale odore di pino che brucia nel camino e il pensiero di qualcuno che si scalda, rassicurato dai profumo della cena.
conservo il rumore del vento, che gela le orecchie, i passi che scriocchiolano e sfondano nella neve residua, scivolata violentamente giu'. il fiume impetuoso al di la' della rupe, urla appena puo' coprendo il canto di uccieli invisibili e sconosciuti, ma non sovrasta la campana della chiesetta, il rosario alle otto e mezza.
conservo il gelo sulle gambe, che s'insinua dalla giacca lungo il collo fin dentro a far tremare la schiena sudata. le gocce di acqua gelata a colpire il viso come spilli e l'esser grata a quel raggio di sole che ogni tanto arrivava. e il caldo esagerato, sorprendetemente bello nella stanza di legno e arredi rossi.
conservo la forza della distesa di un prato giallo, la delicata resistenza di un timido fiore che non osa aprirsi senza il sole. il sentiero che cambia, sabbia, sassi, neve e aghi di pino aggrappati agli scarponi bagnati li trasformandoli in pantofole pelose e nascondono il passo. il cielo azzurro e le nubi rosse. oggetti antichi, trasformati in ornamento. un sorriso e l'espressione rilassata.
conservo polenta e formaggio, noci, crepes, prosciutto e fontina, cervo e verdure, tegole e un quasi budino, frutti di bosco e panna. li conservo... che a mangiarli tutti non ce la facevo piu'.
...alla ricerca della lago perche' sapevo che c'era, ma non dov'era!
un'ora di silenzio, di sole, di parole lette e scritte, d'immagini impresse in bit e nella mia mente
non c'e' sole, non c'e' vento, il cielo e' di quel bianco da nubi alte
visto dall'alto il lago oggi e' uno specchio perfetto
calma riflessiva
sempre pensato che quelli di Ikea sono geniali!
io e T facciamo entrambe parte del famose club ikea family, quello della tessera per gli sconti per intenderci, di tanto in tanto ikea si ricorda di mandarci a casa la rivista 'ikea live', a volte a me, a volte a lui... ieri sera nella cassetta c'erano due copie, penso questa volta hanno fatto le cose in grande. mentre appoggio le due copie sul tavole noto che sulla copertina c'e' il mio nome, i pensatori di ikea hanno personalizzato ogni copia della rivista con una scritta tipo "ciao bluele, scopri le offerte ikea pensate per te" e gia' li' penso che quelli di ikea sono dei veramente grandi, per farti sentire veramente importante e darti l'illusione che quella copia sia fatta su misura per te! Butto un'occhio alla copia di T e... toh! anche l'immagine della copertina e' diversa: sulla mia c'e' un bel giovine che mi sorride, sulla sua... un padre di famiglia! ...mi viene il sospetto che i signori ikea hanno fatto copertine diverse anche per fascia di eta'! ...e io ho ancora diritto al bel filgliolo :D ...ieri sera ho giusto preso un po' in giro il povero T! grazie Ikea! :D
camminare sotto l'acqua
gocce violente ad appropiarsi dei miei pensieri
scaraventati nella pozzanghera ai miei piedi
risalgono confusi
inzuppandomi in una gelida morsa
non smettere di camminare per impedirgli di penetrare
generare nuovo calore
non smettere di guardare
scattare nuove immagini
e parole come cornice
e lo senti che sale piano
come un ricordo lontano
si fa largo lentamente
riconosci il profumo dolce
solletica un pò il nel naso
e poi lo vedi
fiero, orgoglioso e un pò umido
un cespuglio spoglio
ma già ricco
piccoli fiori rosa che riempieno l'aria
la primavera quando arriva, arriva! e io ieri l'ho riscoperta nel profumo dei fiori in un prato :)
succede perche' anche il vetro piombato s'infrange, frammenti di colore si spengono a terra e la luce bianca entra, scopro minacciosi tratti neri nel nulla, incosistenti lunghe dita che mi scivolano adosso senza afferarmi, graffi si sollevano sulle pelle, un vetro pulsa e regala perle di sangue
oggi e' una giornata titanic!
no, nel senso che sto affondando... anche se un po' si a dire il vero. mi son scontrato con un lavoro iceberg e ora sono li' a mollo nelle gelide acque del ritardo, tanto gelide che mi hanno trattenuta con le dita sulla tastiera anche tutta domenica, mentre fuori splendeva il sole!
ma lasciamo perdere la parte fredda del film, facciamo qualche passo indietro. presente la mitica scena di lei a braccia aperte che si abbandona totalmente al sostegno di lui e "vola" con i capelli al vento?
ecco!
oggi ho voglia di abbandonarmi cosi', allargare le braccia, lasciarmi andare e farmi trasportare, pensando solo all'aria che s'infrange sul mio viso, annusando gl'odori che mi porta, ascoltando i suoni che l'accompagnano...
sono in quello stato, quello un po' confuso
parole, immagini, pensieri, uno sopra l'altro come lampi di colore che si disegnano nel nulla e svaniscono assorbiti nel grigio indistinto
vibro
questa mattina davanti a questo cielo ho pensato: "se il buongiorno si vede dal mattino... queste deve essere un giorno grandioso!"
...ora è tutto grigio e fa freddo...

e finalmente dopo anni eccola! una nevicata seria finalmente e in un giorno di festa, così ieri dopo debita vestizione mi sono goduta un giro per strade praticamente deserte e boschi a pestar neve immacolata, giocare a palle di neve e scattare qualche foto ovviamente
la befana non poteva portarmi regalo migliore!
felice ed emozionata come una bimba
e poi ieri sera all'improvviso
tra i rami alti del bosco
finalmente, di nuovo la luna
ECCOLA!
la prima neve dell'anno, no cioe' della stagione
l'avevano detto, ma non me l'aspettavo veramente e invece alzo la taparella con gl'occhietti ancora chiusi ed era li', uno straterello di un paio di centimetri a ricoprire di tutto un po'
non c'e' niente da fare la neve mi piace, anche se mi fa paura affrontare le strade quando son imbiancate, la neve mi piace e non riesco a non desiderarla
la vedo e son felice
e immediatamente ripenso sempre al mi primo ricordo speciale di neve, non sapevo ancora molto di vetri e riflessi e dalla finestra guardavo stupita scendere la neve colorata che poi a terra era bianca, ci avevo messo un po' di tempo e di 'acuta' osservazione per capire che alle mie spalle c'era l'albero di natale acceso!

un muro d'autunno, umido un po' muffo dove appiccicare pensieri da lasciar sbiadire con l'inverno
mi piacciono quei rami d'edera gialla e rossa che lo animano come le vene e le arterie che posso veder pulsare appena sotto la pelle della mia mano
mi piace e potrei stare ore a guardarlo, in contemplazione o forse meditazione
regalando allo sguardo percorsi precisi, ma sempre nuovi da seguire
la mente alleggerita da questo compito e' libera di seguire i suoi sentieri
ho bisogno di sole, di calore e di luce, forse piu' che altro di luce, che si sa in questa stagione il sole non scalda molto, ma illumina comunque e forse scalda il cuore
ecco questa mattina mentre giravo per caso tra bagno e colazione nel buio grigio nonostante le tapparelle alzate che mi costrengeva ad accendere la luce, mentre fuori continuava a piovere e tirare vento, ho pensato esattamente questo.
mi sono sentita il grigio umido dentro e un esagerato bisogno di luce naturale
un riccio di castagna in mezzo alla strada, anzi no, non proprio in mezzo alla strada, a due terzi della strada, in mezzo alla mia corsia, se ne stava li' ritto sulle sue punte specchiandosi nell'asfalto bagnato e illuminato dal mezzo raggio di sole che di sfuggita penetrava tra le nubi nere e i rami delle piante. eroico. solitario. sfidava i copertoni delle auto ce gli giravano intorno.
questa mattina ho riscoperto il piacere del sorgere del sole
non c'e' niente da fare in estate anche appena sveglia il sole e' gia' alto in cielo, li' per li' non me ne rendo conto e godo anche di questo pieno di luce, sicuramente molto meglio dell'inverno dove si svegli che e' ancora tutto buio, pero' questa mattina ho alzato la tapparella e c'era il sole che si alzava lentamente dietro le piante, avvolto in un alone soffice e non ho potuto fare a meno di pensare che e' proprio bello iniziare la giornata cosi'. e' come se fosse tutto rallentato ed e' il lento sorgere del sole che ti porta dolcemente dentro la giornata sfumando in varie tonalita' di rosso e rosa e arancio. e' come essere risvegliati da un delicato bacio, appena sfiorato, qualche carezza per solleticare i sensi e poi avvicinarsi e iniziare a perdersi sententosi una cosa che lentamente rinasce insieme.
e poi leggevo dello strano meccanismo che scatta in alcune persone quando vanno in montagna, la scrittrice ne scriveva ammettendo lei stessa che e' qualcosa che sicuramente non era in grado di descrivere a parole e leggendo la sua storia pensavo a me, non posso paragonarmi alla sua esperienza, ma un piccola "tlack" scatta anche nel mio cervello quando supero una certa quota. non so cos'e', ma quando sono in montagna ad un certo punto e' come se inizia un rapporta speciale tra me e lei, un'attrazione fatale, qualcosa di intimo impossibile da condividere, anche se sono circondata da amici o altre persone che salgono con me, io mi sento oltre, come se il mio sguardo fosse piu' in la' dei miei passi e il mio cuore dentro la roccia che lentamente sale verso il cielo, e' staccarsi dalla realta' e vivere qualcosa di parallelo. non che faccio grandi cose, ma le sensazioni sono uniche e li posso perdermi in un qualcosa che pare quasi mistico
cioe' che e' inquietante attrae fatalmente
qualche classico scatto
giusto un saluto che sono ancora un po' rinco...
partire con 35 gradi e arrivare a malpensa a 20 con temporale alle 04:00, aspettare piu' di un'ora i bagagli, trascinarsi sotto le coperte alle 06:15, sveglia alle 07:15 e andare al lavoro, e' stato abbastanza traumatizzante!
ma prima o poi mi riprendo
------- aggiornamento - h. 3.15 mentre sono ancora rinco ------
non ho propriamente sonno, ma sono stanca e in questo stato un po' confuso, fatto di un tempo lento, stranamente finalmente assoporo i gusti di una settimana di vacanza dove "bisognava" comprimere tutto, riposare senza perdere occasioni, piccoli assaggi di tutto quello che poteva offrire un gran buffet. e cosi' mi ritrovo qui a cercare sulla pelle sabbia e sale, rispescando odori e aromi intensi, incrociati in una via, che si alzavano dalle pentole e si scioglivano in acqua diventando un the da bere caldo. lacrime e occhi strizzati cercando di abbituarsi ad una luce meravigliosamente intensa che non indugia e non si nega. sole a scottere la pelle troppo chiara e vento a prosciugarla, alleati a farmi scoprire una sete nuova, che confonde, insistemente presente se non viene soddisfatta e il vero piacere di sorso d'acqua che ti fa sentire meglio. improvvise correnti d'acqua fredda percorrono il corpo come un perfido massaggio a cui non puoi sottrarti delicato, ma gelido. un profondo blu, troppo trasparente, potrebbe inghiottirmi, ma mi attrae e stranamente non lo temo. un nulla fatto di roccia e sabbia appena distingubile dentro un buio quasi sconosciuto di una notte senza luci, dove le stelle si moltiplicano. forme e colori di un passato lontano che racconto mani abili e mente ingegnose, forme e colori di un oggi che forse preferirebbero continuare a nuotare indisturbate, o magari anche no, forse si divertono a mostrarsi e osservare quegli essere che senza un tubo in bocca in acqua non possono stare. gatti magri e con le orecchie grandi e cani sulla spiaggia in cerca di ombra sotto un ombrellone libero o dentro una buca sulla riva, aspettano sera per finire spuntini e svuotare bicchiere abbandonati tra la sabia. e quel viaggiare verso un tramonto che arrivato prestissimo, per portarmi sopra una terra disegnata di luci, arrivando lungo una pista disegnata nella sabbia che nella notte vista dal piccola finestrino sembrava neve appena caduta. e tante altre cose che lentamente riafforano e prendono forma e si imprimino nella memoria. ma ora riposo un po' le immagini in attesa di un'altra tappa nei ricordi
in perfetto stile cosidetto merendero, sveglia con calma alle 8, abbondante colazione, fai qui, fai la, partenza 9:45, arrivo a destinazione mezzogiorno circa, abbiamo aspettato il pulmino che ci a portati fino alla diga Morasco proprio sul muraglione della diga, da li' e' partito il nostro zompettare in direzione passo del Gries (o Griesse ... ma questo forse e' il nome del lago...) passo dopo passo, praticamente rispettando alla perfezione i tempi indicati alla partenza di 2h, siamo arrivati sul confine con la svizzera, abbiamo sconfinato e dopo pochi metri ci siamo dati allo svacco. baciati dal sole e protetti dal vento dentro una valletta abbiamo mangiato e pisolato, foto panoramiche di rito giu' di nuovo diciamo che queste cose sarebbe meglio farle con un po' di allenamento, tipo qualche passeggiatina piu' soft tanto per cominciare, che oggi c'e' qualche muscoletto che si lamenta, ma a parte questo e' stato proprio un bel giro con una giornata grandiosa di quasi sole totale
passo e lago Gries
dall'alto lago morasco e un pezzetto del ghiacciaio sabbioni, tornando indietro

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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese |
ho voglia di madeleinette
l'aria e' pulita e abbastanza fresca, non c'e' umidita' in giro, lo sguardo puo' arrivare lontano cogliendo ogni piccolo dettaglio e nelle mie mattine ci sono profili netti di montagne, il sole che scalda piacevolmente entrando nelle stanze e la luna bianca nel cielo azzurro, sempre un simpatico fantasma
mercoledi' sera a Rovellasca in occasione del Lario Estival
sempre un piacere assistere ad uno Spettacolo (non e' mai solo concerto) di quest'uomo
quando meno te lo aspetti puoi apprendere nuovi modi per difenderti dalle zanzere...tipo colpirle con il ghiaccio spray!
...o sparargli...
...salvo poi accorgersi che era una coccinella e chiederle gentilmente cosa ci faceva in giro ad ora cosi' tarda, lei che un insetto diurno, mentre con un soffio la inviti a fare un nuovo giro
e per il resto rimani cosi' ad ascoltare tutto quello che ha da raccontare tra realta' e fantasia,
proprio come al bar, dove il confine tra cio' che e', cio' che vorresti e cio' che sogni,
ogni volta che lo racconti si sposta di un po'

l'ho trovato sul davanzale della finestra domenica mattina
simbolo lasciato da pioggia e vento per dimostrare che anche se si sono combattuti violentemente durante tutta la notte, sanno essere delicati
...o...
sosta autogrill della famigliola di pidocchi, che con l'ultimo modello di petalo volante, stan cercando di raggiungere la meta della gita fuori porta? (ovviamente il papa' e' rimasto a contrallare il mezzo mentre il resto della famigliola e' a far coda per la pipi' e una rustichella)
una cosa interessante mi è rimasta della predica di domenica, le cose dovevano essere 3, ma poi mi devo essere persa qualcosa... comunque la prima diceva raccontare per non dimenticare
bello, brutto, banale o interessante che sia, non importa, non importa come che sia giusto o sbagliato, ma importante è raccontarlo per ricordarlo
e allora tanto per non dimenticare vi racconto del tratto di prato che sembrava nevicato, una neve soffice soffice incastrata tra i fili d'erbe verdissima, una neve fatta di pollini che non sono riusciti a svolazzare allegri per l'aria, ma sono rimasti subito incastrati li' a terra, una neve che sembra un po' quella del presepe a natale fatta con il cotone... che poi non sono mai stata sicura che nel presepe ci andesse la neve, ma quando compri personaggi e oggetti per allestire la scena trovi mischiati pastorelli in maglietta e calzoncini, con pini ricoperti di neve e palme lussureggianti... forse e' per sentirsi un po' meno distanti
e poi vi racconto del perfetto praticello opportunamente ornamentato (ma si dice cosi?) di cespugli di fiori rossi, rosa e gialli, davanti una villetta tutta linda e ordinata, dove pascolava beata una gallina spennacchiata
e poi, ora, solo pochi minuti fa, la pioggia di poco fa, arrivate dalle mie spalle, prima si e' sentito solo il rumore, il battare forte sul tetto di lamiera di questo ultimo piano, ma guardando dalla finestra non si vedeva ancora niente e poi eccole, pochi istanti di grosse gocce sparse e via uno scroscio travolgente, il tutto nel giro di pochi istanti. due minuti e nuovamente la calma
e ora tutto questo mi ha messo voglia di essere dentro una macchina, in un posto di osservazione alto, magari con un lago sotto e stare a guardare questo cielo, riflesso nero sull'acqua profonda, vento a tratti da seguire tra gl'alberi e un bacio caldo sulla pelle nuda e amore senza premura, mentre il temporale rumoreggia dentro la valle e tutti corrono a nascondersi
e questa, forse piu' sensuale dell'altra
oggi va cosi', va di sole e vento leggero che scivola fra i rami, sfiora le foglia, le solletica facendola vibrare leggermente con un sottile piacere, va di sguardo perso a guardar fuori e mente lontana, in riva a un corso d'acqua placido, un lago limpido o un mare calmo, voglia di parole nuove da leggere, fogli bianchi da riempire con stranezze di colori e parole, va di voglia di ubriacarmi di latte e cacao come si diceva con BuioBlu e farmi dosi di cannella su gelati alla stracciatella, va che vorrei li' oltre quella linea gialla di cui parlavo qualche giorno fa con Cointreau..., va che vorrei essere fuori di qui e mangiarmi un panino camminando passi lenti senza meta, sguardo libero e tempo di fermarmi e fermare in un'immagine tutto il bello che riesco a vedere, va che poi vorrei fermarmi un po' sudata all'ombra di una pianta, appoggiata al tuo petto a riprendere fiato e rubare un po' del tuo, cercare in cielo una nube bianche e fondermi con la sua fantasia per cercare di scoprire cosa sta disegnando sull'immenso foglio azzurro, va che girerei fino a sera, aspettando che il sole cali e di scovare un tavolino a lume di candela, dove mangiare qualcosa di leggero e osservare la luna che si riflette su uno specchio d'acqua immobile, aspetterei che faccia un po' piu' freddo per chiederti di scaldarmi mentre seduti su vecchio scalino osserviamo le stelle come il mondo non ci girasse intorno
va che son qui chiusa in ufficio e che mi hanno appena avvisata che pare che mi hanno clonato il bancomat e chiesto se ero d'accordo se lo bloccavano...
va che mi consolo verificando il programma di un cartello che ho visto questa mattina per sabato 17 maggio che sembra piuttosto interessante
http://www.gam.gallarate.va.it/2007/contenuti/scheda_base.asp?id=228
e con le date delle notti bianche che a quanto pare son fissate:
Como 14 giugno
Varese 28 giugno
va che tra poco vado a pranzo e per raggiungere la mensa da qui si puo' fare una breve passaggiata attraversando il parco
come filamenti, aggrappati all'idea di qualcosa di solido
ci agitiamo nell'aria, cercando di resistere al fiato freddo del vento
uniti da nodi casuali, troppo facili da spezzare
convinti
sorretti dall'idea che un perchè c'è
anche se non sappiamo qual'è
in realtà siamo una traccia poco profonda
su un terreno cedevole che si è volutamente concesso
un soffio di vento, dieci minuti di pioggia
ci possono cancellare in qualunque istante
e di noi non ci sarà segno
nessuna memoria
l'uvamatta me la spalmo sulle labbra
viola vivo, colore di morte
un bacio morbido da regalare
marchio di follia, per potersi riconoscere
ritrovarsi a ballare senza schema
occhi chiusi nella notte
guidati dal calore di un fuoco
confine oltre il quale non danzare
bruciarsi è facile
sensi risvegliata dalla paura
persi nei persi nei tunnel colorati della mente
ascoltando il ritmo dei cuori che battono asincroni
ognuno dentro la propria pazzia
per scrivere un'unica storia
che si leggerà nelle ceneri
all'alba di un nuovo giorno
---- h 18:03
tempo ...passa-tempo
...forse perso
...forse
...forse sprecato
...forse
...forse solo usato per fare altro
piove... ancora!
ora di poche gocce, piccole e leggere, scendono lente e da sotto posso vederle arrivare, sembrano quasi fiocchi di neve, o forse è solo il freddo che me le fa immaginare gelate
in realtà non mi da così fastidio, che sono chiusa in ufficio, ma un pò di sole, luce e calore, certo scalderebbe quel tantino in più il cuore e poi ho voglia di sedermi sull'erba e farmi scaldare
sabato ho osservato un fenomeno di equa ripartizione degli spazi da parte dell'animale uomo, l'istinto sembrava comandato da un algoritmo ben preciso.
prendete due gradoni, che fanno da spalti lungo la parete di una piccola palestra.
io ero la prima e nel dubbio mi sono seduta al centro del campo dove avrebbe giocata la nostra squadra, man mano che arrivava la gente, tutte persone che comunque si conoscono tra loro, tendevano a distrubirsi dividendo sempre a metà lo spazio rimanente, senza mai sedersi vicine. fino a quando è arrivata una persona che ha rotto gli schemi con un convinto "io mi siedo vicino alla Elena" e tre persone l'hanno seguita formando un piccolo gruppo più compatto. gl'ultimi arrivati si sono accontentati di tappare i buchi.
e all'improvviso salta fuori una giornata come ieri, primavera calda quando è ancora inverno, finestra spalancata e la casa che si scalda di sole che entra a illuminare tutto. scoppia subito la voglia di vestiti leggeri e aria aperta. e così nel pomeriggio giro al Ticino, lunga passeggiata sulle sue sponde. vicino al parcheggio c'è parecchia gente, ma basta fare 8 passi invece di 4 e tutto è subito più tranquillo, per spiriti solitari e un tantino più temerari. un posto nuovo tutto da scoprire. sassi bianchi, e vicino all'acqua quelli ricoperti di sabbia e alghe secche, con il disgelo l'acqua salirà e tornerà a coprirli per un certo periodo. qualche insetto, sembrano ragnetti che compare e scompare rapidamente. cespugli secchi, la vita è ancora nascosta in attesa del caldo vero, quello di cui si può fidare. un fitto gruppo di "gabbiani" (non so di preciso... gl'assomigliano molto) son lì tranuqilli in un tratto di acqua bassa e volano via quando ci avviciniamo troppo e sei corvi appollaiati sui rami alti di un albero.
è una giornata per ritrovarsi, ognuno a modo suo, stando in gruppo o solitari in faccia al sole ad osservare l'acqua che scorre lenta o sdraiati un pò appartati con la radio accesa o facendo correre un pò il cane.
e noi camminiamo e scopre cose vecchie che hanno resisto all'inverno, come le bacche rosse o un albero ancora decorato con le "palline di natale", palline naturali o i primi fiori viola e rosa che sfidano l'inverno e sbocciano in alcuni angoli più assolati e riparati
.
e verso sera quando il sole inizia a calare quasi stupirsi di scoprire che è ancora inverno e che la mezza faccia al sole è calda, mentra l'altra metà in ombra è bella fresca.
e pochi metri più in là sorge un edificio abbandonato e non si può non andare a dare un occhio. un bar, ristorante e fose si ballava anche, vetri rotti e si può entrare. cose rotte e abbandonate, la cassa, un pò di piatti, il forno della pizza e il bancone del bar, i bagni, le celle frigorifere e passando dalla cucina si distingue ancora nettamente l'odore di fritto. mi piace curiosare, ma mi piace di più tornare all'aria aperta a respirare il sole.
mattinata di incontri animali
ho conosciuto "Otto"
stavo andando a prendere la mia macchinina e lui arrivava trotterellando dal fondo del parcheggio e appena mi ha vista ha deviato puntando dritto verso di me, senza premura
gli ho sorriso, l'ho salutato e quando ho fatto per abbassarmi mentre si avvicinava ha avuto un attimo di esitazione e ha deviato leggermente superandomi, ma è si è subito fermatoe voltato e tornato sui suoi passi, troppa curiosità voleva annusarmi la mano, mezzo secondo per una sniffata generale e si è subito fidato a farsi fare un pò di grattini sulla testa e sul collo, poi ci siamo salutati. io ho preso la macchina e lui ha preso veloce la direzione della collinetta erbose... probabilmente aveva bisogni impellenti!
alzo gl'occhi dal pc, guardando fuori dalla finestra in cerca di ispirazione ed eccolo lì, l'amico scoiattolo che scende giù per il pino che è prorpio di fronte a me
corsettina verso il basso
pausa
corsettina verso il basso
pausa
corsettina verso il basso
pausa
corsettina verso il basso
ed eccolo a terra, si sposta circospetto al centro del cerchio formato con gl'altri pini
scava velocemente per qualche istante ed eccolo lì che si gusta una nocciolina
chissà se l'aveva nascosta lui e l'ha trovata lì per caso
e la giornata per quanto incasinata ha un aspetto migliore :)
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