come un fiore reciso insisto a crescere in apparente bellezza, mi nutro dalla mia ferita, assorbo vita non mia
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succede perche' anche il vetro piombato s'infrange, frammenti di colore si spengono a terra e la luce bianca entra, scopro minacciosi tratti neri nel nulla, incosistenti lunghe dita che mi scivolano adosso senza afferarmi, graffi si sollevano sulle pelle, un vetro pulsa e regala perle di sangue
ho un desiderio minimalista
poche semplici linee nel bianco assoluto
qualcosa di simile a questo
...che sia colpa di tutta la neve dell'altro giorno? :)
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stavo
pensando che
sarebbe carino
incidere i propri pensieri
sulla suola delle scarpe
e poi portarli in giro liberamente
lasciando tracce e impronte
qua e la'. la classica
impronta nella sabbia,
ma anche quella meno
simpatica nel cemento o
nell'asfalto fresco, quando
ci finisci dentro xche'
nessuno ha messo un
semplice cartello, ma
anche le impronte
nere, umide, lasciate
sul pavimento
pulito quando
per sbaglio
calpesti una
goccia d'acqua
che subito si
vendica. e se
nevica si potrebbero
lasciare impronte di
pensieri anche li'.
resta solo un dubbio:
ma qualcuno leggerebbe
mai i miei
pensieri abbando
nati a
terra?
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recupero pezzi sparsi di vita
ripassare per quella via buia, con il primo freddo che picchia sulle gambe e scoprire che il buio in cui la plastica strappata dalle finestre della vecchia casa in ristrutturazione che mi aveva fatto un po' paura, e' meno buio, ora che dopo pochi mesi la prima finestra a piano terra e' illuminata, non c'e' ancora la tende e si puo' vedere dentro, la cucina nuova ancora perfettamente ordinata, un tavolo rotondo e 4 sedie, ispira una vita che pero' non si vede, un quadro, natura morta
il bagno rilassante molto caldo, per cancellare freddo, stanchezza e ogni pensiero lasciandolo sciogliere e poi evaporare, qualcosa si condensa sullo specchio, ormai sono difficili da riconoscere
quest'immagine che nasce in fondo al corridoio e dura solo pochi minuti
combinazione casuale di una porta chiusa, una persina abbassata, una pianta d'ufficio e il sole che s'insinua fra di loro
mi affascina
il mio segreto delle cinque del pomeriggio... fin che dura
guardare immagini e leggere parole mi fa desiderare cose nuove
cose mie
questa e' piu' o meno la visione che ho, del reale aspetto del buio corridoio...

morte
in alcuni casi salutare
e percorsi strani
frammenti di pensieri, per distrarmi dal nervosismo che mi provoca una certa persona, davvero odiosa e insopportabile e l'idea che domani mattina dovro' lavorare al suo fianco, mi fa venir voglia di vomitare e cosi' disegno e provo a distrarmi cinque minuti dopo la sua telefonata
ieri con il nuovo sole e' stata una giornata decisamente migliore
ho ordinato quell'oggettino che desideravo da tanto
ho amato al sole e ho condiviso la luna
ho apprezzato la calma di una sera senza fretta
una doccia calda e qualche pagina da leggere
aria nuova dalle finestre e aria nuova in testa
eccola la luna che mi rapisce, sempre, comunque decida di presentarsi ai miei occhi lontana, sola e luminosa e imperiosa
o vicina, da poterne osservare le rughe da vecchia signora
e mentre la guardavo da vicino, eccolo all'improvviso in basso attraversare il cerchio luminoso, un uccello nero, quattri battiti d'ali vigorasi, eleganti, senza fretta ed e' nuovamente sparito nel cielo scuro, sembrava la scena di un film dell'orrore, forse dracula in cerca della cena
e poi c'e' quel bocciolo di lilium che si e' staccato dal suo gambo, ma nonostante il taglio netto e' sbocciato e mostra tutta la sua bellezza
se proprio proprio volete leggere basta un click sull'immagine
l'uvamatta me la spalmo sulle labbra
viola vivo, colore di morte
un bacio morbido da regalare
marchio di follia, per potersi riconoscere
ritrovarsi a ballare senza schema
occhi chiusi nella notte
guidati dal calore di un fuoco
confine oltre il quale non danzare
bruciarsi è facile
sensi risvegliata dalla paura
persi nei persi nei tunnel colorati della mente
ascoltando il ritmo dei cuori che battono asincroni
ognuno dentro la propria pazzia
per scrivere un'unica storia
che si leggerà nelle ceneri
all'alba di un nuovo giorno
---- h 18:03
tempo ...passa-tempo
...forse perso
...forse
...forse sprecato
...forse
...forse solo usato per fare altro
dopo aver letto da Connor questo:
http://connor.splinder.com/post/16758216/Viaggio+al+centro+del+nulla
"leggevo di un punto impreciso dove ci si perde, un punto di buio, dove è morto l'amore, come di Connor"
"mi sono ritrovata a pensare che non è importante ritrovare il punto dove ci si è persi, ma trovare il nuovo punto di luce da cui far rinascere l'amore"
"e nel mezzo si vaga senza meta a tratti veloci a tratti lenti, seguendo nuovi percorsi, tornando sui propri passi"
cose da scrivania

stupore o forse paura davanti al groviglio di pensieri che si perde nel nulla
---- h: 17:30 ----
altre cose da giornata di pioggia
e ieri sera ho "sfogato" la voglia di colore su nero, mentre la cena era quasi pronta, ma doveva attendere fino alle 22:30 per essere sbaffata (che comunque non siamo riusciti a finire... ho scoperto che il miglio cuocendo cresce a dismisura e quello che all'inizio sembrava qualche misera perlina immersa in un mare di verdure pian piano è cresciuto e sembra che sia inglobato le verdure!), si immagino che non ve ne freghi niente dei miei esperimenti in cucina quindi vi lascio con il mio disegno, anche se non ve ne frega niente pure di questo, va bè insomma passate un buon fine settimana! :)
vivo ancora uno stato confuso, avrei tante cose da dire e raccontare, istanti, emozioni, ma sono ancora tutti mischiati dentro un morbido batuffolo di cotone gigante... forse è solo l'effetto di tutto il cibo che è entrato nel pancino in questi giorni e che mi ha dato alla testa!!
approfitto del non avere nulla da dirvi, per dirvi che potreste dare un occhio qui
Clochard. Basta la parola per far emergere una miriade di ricordi letterari, d'arte, di cultura. Emerge così una ricchezza straordinaria di impressioni, di sentimenti mescolati a sotterranea ammirazione, ansie, pene e timori per il mondo sconosciuto, irraggiungibile e composito di questi funamboli della vita, in bilico tra l'essere e il non essere, tra l'esistere e l'essere invisibili.
stanno sgranocchiando anche le ossa...
ma io resisto e continuo a pensare
giro per il foglio cercando una direzione senza trovarla
cerco una parola da porre al centro
un punto fermo da cui partire
voglio un colore intorno al quale poter sfumare
penso giallo e mi viene in mente una papera pacifica sull'acqua, chissà cosa cerca mentre segue una debole corrente, si lascia trasportare da un vuoto vagare, come queste parole lungo un foglio bianco e un tratto grigio casuale
come uno squarcio rosso nel nulla
perfetto senza macchia
un urlo senza vibrazioni
dovrebbe essere bianca, linda, puliti, abbagliante, forse anche quasi trasparente e invece è troppo spessa per vederci attraverso, è grigio opaco, striata di nero, graffiata di rosso, di gomma insensibile, di carta velina che facile si strappa
...se ti va passa con il mouse sopra l'immagine e attendi qualche istante...
uff... il troppo fare mi appiattisce le idee e non mi piace
e non mi piace non avere il tempo per un fare diverso
senza consapevolezza ho tracciato questi segni
ispirata da chi o da cosa non lo so dire
li osservo curiosa
potrebbero essere portare un messaggio
codificare una mappa
potrebbero essere la prova del mio essere anormale
e poi? e poi è un bisogno!
un bisogno di cosa? di cosa non lo so, un bisogno!
ho bisogno di qualcosa che non so, di quel qualcosa che deve soddisfare quel lato che nasce dietro l'occhio, appena sopra l'orecchio, che mi fa guardare di traverso, nella speranza di scoprire quel non so, quel che cerco, quel che mi attira, che so che c'è, quel non so di cui ho bisogno e se non lo trovo non mi da pace, mi tira l'occhio, mi distrare l'orecchio per farsi notare, ma io non lo riesco a vedere, lo cerco in uno specchio, m'illudo sia alla mie spalle, cerco parole per descriverlo, tratti per rappresentarlo, mi perdo dentro suoni, inseguendo inutili linee
mi voglio sedere su un marciapiede, un raggio di sole storto che mi scalda, appoggiare la schiena ad un vecchio muro che un pò si scrosta. sguardo basso. voglio osservare le persone passare, riconoscerle dalle loro scarpe, vite dentro suole consumate, un tacco a spillo s'impone ad ogni passo, un'infrandito che nulla nasconde. chi corre via, chi mi gira al largo, chi si trascina lento per meglio vedere, chi si ferma incerto all'angolo. osservare silenzioso, un pò vizioso.
giornata storta: l'orologio cade, vetro scheggiato in due punti; nervi fuori di pelle, completamente scoperti, a fior di pelle è troppo poco, per un cliente, lo so non ne vale la pena, ma tant'è, ormai solo sentir nominare quel nome, mi fa venir voglia di ringhiare; ancora niente neve
continuo a farmi dosi di musica in loop e nutrirmi di parole, che magicamente si adattano alla perfezione di ogni situazione, cosa poi pensava veramente chi le ha scritte, poco importa
meglio fermarsi alle immagini di questa mattina, mentre facevo colazione, leggevo di amore e orgasmi violenti, guardo fuori dalla finestra con questi due pensieri che girano in testa, scopro che sta cadendo, passando in orizzontale portati dal vento, qualche microscopico fiocco di neve, la tortora si posa sul davanzale, dopo un istante arriva anche il suo compagno, scendono sul tavolo e beccano dalla ciotola dei semi, è piacevole far colazione con loro
squarci nel buio
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