pensieri abbandonati su fogli sottili titivillus
titivillus    
oggi voglia di essere qui, a fare questo lavoro: zero, anzi meno, molto meno, di zero. questa mattina tiravo in lungo inventando banali scuse per far tardi, tipo finisco la pagina, toh guarda due pagine ed e' finito il capitolo... poi meditavo una scusa, mal di pancia, mal di testa, termometro sotto l'acqua calda, se usati sapientamente funzionavano a scuola  e poi li bastava una firma su un foglietto dove scrivevi "indisposizione" e tutto era risolto. cerco di guadagnare tempo anche fingendo che l'acqua calda non sia ancora arrivata, che io non riesco a lavarmi con l'acqua fredda, d'estate caldina ok, non bollente, ma fredda no, la guardo scorrere dal rubinetto, l'ascolto, aspetto alla fine mi convinco e ormai scotta. poi m'incrocio con lo specchio, mezza vestita, per il sopra non manca niente, sotto manca tutto, eppure nello specchio si vede solo la maglietta un po' di pancia e appena qualche pelo, se mi abbasso di pochi centimetri sono un mezzo busto perfetto. come quelli che lavorano sempre seduti, anche alla tv prima che decidessero che i tavoli trasparenti erano fighi e che il giornalista seduto sulla scrivania e' piu' vicino allo spettatore, bastava essere a posto sopra, sotto tanto non vede nessuno e magari c'e' anche qualcuno che ti fa un giochino piacevole e perche' no? che poi in questi si pensa sempre che a finire sotto la scrivania e' sempre una donna, perche' io potrei avere un uomo? un po' di profumo e si nasconde anche l'odore di sesso. un po' di profumo e non ho piu' niente da fare. fine delle scuse. vesto anche l'altro mezzo e esco
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pantaloni bianchi
riconosco la solo la sua ombra, delicata ragnatela
un polline si e' posato




grande traffico oggi, chi saliva chi scendeva, ma le scale sono grandi e non s'incrociavano.
a proposito di traffico, avete mai visto una lucertola salire le scale? si arrampica, arriva fino al piano, ma prima di salire caccia su solo la testa e guarda bene, a lungo davanti a se, poi a destra, poi a sinistra, poi ancora un'occhiata avanti e allora se tutto e' tranquilla si lancia nella rapida corsa fino all'ombra sicura del nuovo scalino. a vederla mi ha fatto pensare ad un bambino, o per lo meno a me, le prime volte che dovevo attraversare la strada da sola con le parole "attenta, guarda bene a destra e a sinistra prima di attraversare!" e allora me ne stavo a lungo li' guardando mille volte a destra e mille a sinistra nel costante dubbio che la macchina avesse deciso di sbucare proprio da destra, mentre io guardavo a sinistra e viceversa, stavo li' con la paura e il dubbio infinito che non fosse il momento buono fino a quando raccolievo tutto il coraggio e con il cuore in gola mi lanciavo nella folle corsa

ah! le scale erano queste

11062009(001)
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speranze di sole

ho pensieri sospesi nel vuoto dell'assenza di tempo, ma impressi sulla pelle, come marchi indelebili.


alla sera    giallo    aspettando il sole

conservo odore di freddo e nubi cariche di pioggia come nebbia crudele, volto lo sguardo e ha assorbito il mondo da cui sono salita. isolata nel grigio, nessun rumore, se non l'alta tensione che sfrigola imprigionata nei cavi, vie parallele che spariscono verso valle. nel grigio il dove non c'e', ma sale odore di pino che brucia nel camino e il pensiero di qualcuno che si scalda, rassicurato dai profumo della cena.
conservo il rumore del vento, che gela le orecchie, i passi che scriocchiolano e sfondano nella neve residua, scivolata violentamente giu'. il fiume impetuoso al di la' della rupe, urla appena puo' coprendo il canto di uccieli invisibili e sconosciuti, ma non sovrasta la campana della chiesetta, il rosario alle otto e mezza.
conservo il gelo sulle gambe, che s'insinua dalla giacca lungo il collo fin dentro a far tremare la schiena sudata. le gocce di acqua gelata a colpire il viso come spilli e l'esser grata a quel raggio di sole che ogni tanto arrivava. e il caldo esagerato, sorprendetemente bello nella stanza di legno e arredi rossi.
conservo la forza della distesa di un prato giallo, la delicata resistenza di un timido fiore che non osa aprirsi senza il sole. il sentiero che cambia, sabbia, sassi, neve e aghi di pino aggrappati agli scarponi bagnati li trasformandoli in pantofole pelose e nascondono il passo. il cielo azzurro e le nubi rosse. oggetti antichi, trasformati in ornamento. un sorriso e l'espressione rilassata.
conservo polenta e formaggio, noci, crepes, prosciutto e fontina, cervo e verdure, tegole e un quasi budino, frutti di bosco e panna. li conservo... che a mangiarli tutti non ce la facevo piu'.

polenta?    la campana-ella    freddo!
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...alla ricerca della lago perche' sapevo che c'era, ma non dov'era!
un'ora di silenzio, di sole, di parole lette e scritte, d'immagini impresse in bit e nella mia mente

fuga al lago
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non c'e' sole, non c'e' vento, il cielo e' di quel bianco da nubi alte
visto dall'alto il lago oggi e' uno specchio perfetto
calma riflessiva




sempre pensato che quelli di Ikea sono geniali!
io e T facciamo entrambe parte del famose club ikea family, quello della tessera per gli sconti per intenderci, di tanto in tanto ikea si ricorda di mandarci a casa la rivista 'ikea live', a volte a me, a volte a lui... ieri sera nella cassetta c'erano due copie, penso questa volta hanno fatto le cose in grande. mentre appoggio le due copie sul tavole noto che sulla copertina c'e' il mio nome, i pensatori di ikea hanno personalizzato ogni copia della rivista con una scritta tipo "ciao bluele, scopri le offerte ikea pensate per te" e gia' li' penso che quelli di ikea sono dei veramente grandi, per farti sentire veramente importante e darti l'illusione che quella copia sia fatta su misura per te! Butto un'occhio alla copia di T e... toh! anche l'immagine della copertina e' diversa: sulla mia c'e' un bel giovine che mi sorride, sulla sua... un padre di famiglia! ...mi viene il sospetto che i signori ikea hanno fatto copertine diverse anche per fascia di eta'! ...e io ho ancora diritto al bel filgliolo :D ...ieri sera ho giusto preso un po' in giro il povero T! grazie Ikea! :D
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gocce

gocce

 pensieri instabili aggrappati al filo vitale di energia vibrante




sono giorni di pioggia e alla fine ci sono cascata, trascinata dalla gocce nella pozzanghera. ora sto con il naso all'insu', persa nel fango leggero di cerchi concentrici, ultimi echi di vita di nuove gocce arrivate. le osservo, insisto e mi sforzo di guardare dentro ongnuna di loro e scorgere il piccolo che racchiude, voglio leggere le storie che ha imprigionato scivolando lungo i vetri, immagini di brevi istanti. ipnotizzata non posso distogliere lo sguardo
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e lo senti che sale piano
come un ricordo lontano
si fa largo lentamente
riconosci il profumo dolce
solletica un pò il nel naso
e poi lo vedi
fiero, orgoglioso e un pò umido
un cespuglio spoglio
ma già ricco
piccoli fiori rosa che riempieno l'aria

la primavera quando arriva, arriva! e io ieri l'ho riscoperta nel profumo dei fiori in un prato :)

primavera
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sono in quello stato, quello un po' confuso
parole, immagini, pensieri, uno sopra l'altro come lampi di colore che si disegnano nel nulla e svaniscono assorbiti nel grigio indistinto

vibrazioni

vibro
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questa mattina il sole e il cielo azzurro mi avevano riempita di energia e mi sono resa conto di quanto "aspetto primavera"
ho aperto le finestre e riscoprendo che la pelle puo' scaldarsi di un raggio di sole
nuova aria e mille idee sono esplose, pochi istanti avevo cose da dire, da fare, da scrivere e tutto sembrava possibile
e ora il cielo e' gia' nuovamente grigio e niente mi sembra piu' "bello" come questa mattina


....dimenticavo
alcune delle cose sono queste, altre le ho gia' dimenticate
i mini chupa chups
le foto alla neve
le parole nuove dentro le canzoni
le parole nuove dentro le poesie
"vieni con me" che e' poi tipo "follow me", ma follow me mi fa molto meno doppio senso
foto e parole
la carta riciclata
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oggi va che sono cosi', indecisa come il tempo, tra nuvole, nebbie e un sole incerto non troppo caldo. una foglia semimorta, non piu' verde, non ancora marrone, gialla e molliccia che se mi dai un colpetto un po' piu' forte mi lascio andare e cado, ma senza fare troppo rumore, semplicemente vado giu', magari verso una lacrima mentre mi stacco.
ho voglia di qualcosa di dolce. mi pesa starmene qui nello stanzino in ombra, ho bisogna anche di quel debole raggio di sole. correrei inseguendo un obbiettivo sconosciuto, ma la stupida determinazione che se lo inseguo prima o poi lo trovo. correrei per stancarmi e riuscire a staccarmi.
ok, oggi sono vagamente depressa, non so perche', anche se un po' perche' lo so, ma non e' un vero perche'.
ma sono anche molto felice, ieri sera la mia amica ha messo al mondo un nuovo piccolo (si fa per dire.... 4,110 kg  non sono esattamente pochi!) uomo, sono felice per lei, sono felice per il papa' e per il piccolo che sara' circondato del loro "scriteriato" amore. questa sera vado a trovarli :)
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strani giorni
giorni di ritorni
improvvise emozioni
nuovi incontri con vecchi volti
e' quasi strano
come se la vita si riempie improvvisamente
un deserto che torna a rifiorire i semi costuditi gelosamente
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disegno 20080923

recupero pezzi sparsi di vita

ripassare per quella via buia, con il primo freddo che picchia sulle gambe e scoprire che il buio in cui la plastica strappata dalle finestre della vecchia casa in ristrutturazione che mi aveva fatto un po' paura, e' meno buio, ora che dopo pochi mesi la prima finestra a piano terra e' illuminata, non c'e' ancora la tende e si puo' vedere dentro, la cucina nuova ancora perfettamente ordinata, un tavolo rotondo e 4 sedie, ispira una vita che pero' non si vede, un quadro, natura morta

il bagno rilassante molto caldo, per cancellare freddo, stanchezza e ogni pensiero lasciandolo sciogliere e poi evaporare, qualcosa si condensa sullo specchio, ormai sono  difficili da riconoscere

quest'immagine che nasce in fondo al corridoio e dura solo pochi minuti
combinazione casuale di una porta chiusa, una persina abbassata, una pianta d'ufficio e il sole che s'insinua fra di loro
riflessi zen
mi affascina
il mio segreto delle cinque del pomeriggio... fin che dura


guardare immagini e leggere parole mi fa desiderare cose nuove

cose mie
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questa mattina fantasticavo su un atto purificante al tramonto di una lunga giornata
bisogno di cancellare invisibili segni profondi che porto adosso
un bagno di acqua bollente dove sciogliermi lentamente, lasciandomi penetrare da sostanze nuove
uscire dalla vasca, delicato godimento, lasciar scivolare via improgionata nell'acqua
rinascere

tramonto
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qualche classico scatto

cucu'!

egitto (2008-08-29)

egitto (2008-08-29)


giusto un saluto che sono ancora un po' rinco...
partire con 35 gradi e arrivare a malpensa a 20 con temporale alle 04:00, aspettare piu' di un'ora i bagagli, trascinarsi sotto le coperte alle 06:15, sveglia alle 07:15 e andare al lavoro, e' stato abbastanza traumatizzante!
ma prima o poi mi riprendo 




------- aggiornamento - h. 3.15 mentre sono ancora rinco ------

non ho propriamente sonno, ma sono stanca e in questo stato un po' confuso, fatto di un tempo lento, stranamente finalmente assoporo i gusti di una settimana di vacanza dove "bisognava" comprimere tutto, riposare senza perdere occasioni, piccoli assaggi di tutto quello che poteva offrire un gran buffet. e cosi' mi ritrovo qui a cercare sulla pelle sabbia e sale, rispescando odori e aromi intensi, incrociati in una via, che si alzavano dalle pentole e si scioglivano in acqua diventando un the da bere caldo. lacrime e occhi strizzati cercando di abbituarsi ad una luce meravigliosamente intensa che non indugia e non si nega. sole a scottere la pelle troppo chiara  e vento a prosciugarla, alleati a farmi scoprire una sete nuova, che confonde, insistemente presente se non viene soddisfatta e il vero piacere di sorso d'acqua che ti fa sentire meglio. improvvise correnti d'acqua fredda percorrono il corpo come un perfido massaggio  a cui non puoi sottrarti delicato, ma gelido. un profondo blu, troppo trasparente, potrebbe inghiottirmi, ma mi attrae e stranamente non lo temo. un nulla fatto di roccia e sabbia appena distingubile dentro un buio quasi sconosciuto di una notte senza luci, dove le stelle si moltiplicano. forme e colori di un passato lontano che racconto mani abili e mente ingegnose, forme e colori di un oggi che forse preferirebbero continuare a nuotare indisturbate, o magari anche no, forse si divertono a mostrarsi e osservare quegli essere che senza un tubo in bocca in acqua non possono stare. gatti magri e con le orecchie grandi e cani sulla spiaggia in cerca di ombra sotto un ombrellone libero o dentro una buca sulla riva, aspettano sera per finire spuntini e svuotare bicchiere abbandonati tra la sabia. e quel viaggiare verso un tramonto che arrivato prestissimo, per portarmi sopra una terra disegnata di luci, arrivando lungo una pista disegnata nella sabbia che nella notte vista dal piccola finestrino sembrava neve appena caduta. e tante altre cose che lentamente riafforano e prendono forma e si imprimino nella memoria. ma ora riposo un po' le immagini in attesa di un'altra tappa nei ricordi
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dillo alla luna
l'ho pensato l'altro sera mentre tornavo a casa mentre illuminava un po' la strada nel buio del bosco, era una luna bella, pacifica, con un leggero alone rosa, mi faceva pensare ad una cara amica comodamente sistemata sul divano, avvolta in una soffice coperta e pronta ad ascoltare ogni cosa. e cosi' ho pensato: dillo alla luna. anche se in quel momento non avevo nulla da dirle se non la mia stanchezza
questa mattina cielo grigio e aria fresca sembrava settembre piu' che il 13 agosto, se non fosse stata per la troppa calma che c'era in giro. nel parcheggio nessuno che faceva fare la pipi' del mattino al cane, devono essere in ferie anche loro, che di solito ne vedo almeno due o tre e al loro posto razzolava industurbata una coppia di piccioni che non si e' mossa neppure quando gli sono passata vicino con la macchina. l'autostrada era occupata invece dai corvi, che almeno loro si sono spostati sentendomi arrivare. e io viaggiavo in questa strana mattina con belle parole in sottofondo e lentamente realizzavo che in un certo senso e' finita: la visita ieri e' andata bene, domani ultimo giorno e poi per due settimane niente lavoro e se tutto va bene non mi ritrovero' a pensare all'odiosa persona appena apro gl'occhi la mattina, quella persona che mi fa odiare l'idea di alzarmi e andare a lavorare, non ci saranno lei e neppure l'altro con i loro falsi sorrisi. pensavo questo ed era come rendermene conto all'improvviso e mi sono ritrovata a voler piangere, un pianto rilassato, felice con dentro tutte le lacrime di rabbia e paura  e tensione che non sono potute uscire prima, perche' non c'era tempo per loro, non doveva esserci tempo per loro, perche' era tempo di esserci e non mollare, restare in piedi in qualche modo, ma ora, questa mattina erano libere di uscire, senza piu' amarezza, senza piu' dolore, semplicemente scorrere insieme ad un sorriso
e ho pensato che questo mi sarebbe piaciuto raccontarlo alla luna
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cose sparse (per le foto piu' grandi basta un click)

orridi uriezzo orridi uriezzo
dentro strette sinuose pieghe
orridi uriezzo orridi uriezzo



funerale formica funerale formica
funerale solitario
funerale formica funerale formica



lilium (uriezzo)
un fiore
lilium (uriezzo)



temporale 20080721
temporale silenzioso
temporale 20080721
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orologio Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.


Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.


Cesare Pavese




ho voglia di madeleinette



l'aria e' pulita e abbastanza fresca, non c'e' umidita' in giro, lo sguardo puo' arrivare lontano cogliendo ogni piccolo dettaglio e nelle mie mattine ci sono profili netti di montagne, il sole che scalda piacevolmente entrando nelle stanze e la luna bianca nel cielo azzurro, sempre un simpatico fantasma




mercoledi' sera a Rovellasca in occasione del Lario Estival

sempre un piacere assistere ad uno Spettacolo (non e' mai solo concerto) di quest'uomo
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
quando meno te lo aspetti puoi apprendere nuovi modi per difenderti dalle zanzere...tipo colpirle con il ghiaccio spray!
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
...o sparargli...
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
...salvo poi accorgersi che era una coccinella e chiederle gentilmente cosa ci faceva in giro ad ora cosi' tarda, lei che un insetto diurno, mentre con un soffio la inviti a fare un nuovo giro
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
e per il resto rimani cosi' ad ascoltare tutto quello che ha da raccontare tra realta' e fantasia,
proprio come al bar, dove il confine tra cio' che e', cio' che vorresti e cio' che sogni,
ogni volta che lo racconti si sposta di un po'
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
davide van de sfroos, rovellasca, lario éstival - 20080723
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sta arrivando un nuovo temporale, ci sono pollini che corrono in tutte le direzioni, sembrerebbero quasi presi dentro un vortice
io sono tipo "eccitata" (no non come state pensando voi!) quell'eccitazione che serve a tenermi sveglia, occhi spancati e cuore a passo spedito, quella che se viene a mancare mi addormento all'istante
un nuovo giro e i semini sono entrati anche dalla finestra appena accostata
segnali di temporale
"dovremmo condividere di piu' i nostri sentimenti" e' la frase o meglio l'idea che mi e' rimasta impressa da questa mattina, siamo probabilmente troppo orgogliosi per ammettere di avere delle debolezze, metterci a nudo ci spaventa, pero' pensavo anche che qui tra i blog in semioscurita' si possono vedere delle cose bellissime e la paura di mostrare cio' che ci agita cuore e mente e' un po' meno presente


h. 15:48
e improvvisi si sentono odore di terra bagnata
anche se non ha piovuto
e lo sferragliare di un lungo treno
mai udito
e' cambiata l'aria
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ci sono momenti così, in cui quello che devi fare quello che senti di dover fare, capita così e saltan fuori cose così

parole


e poi ci sono momenti come questa mattina di forti contrasti, di giochi strani di luce, quasi inquietanti, dove sembra ci sia qualcuno nascosto dietro un pesante tendone di nubi di grigi, che lo muove leggermente e ti spia e all'improvviso si tradisce e filtra un fascio di luce, ma guardando in su si vede solo un grigionero mare burrascoso e la luce non si sa dove arrivare e poi all'improvviso una riva verde cosparsa di papaveri rossi, di un rosso esageratamente vivo, di un rosso che non vede sole da giorni e che non sa cosa vuol dire piegarsi e sbiardirsi alla luce e al calore e sembra di attraversare un mondo irreale, un salto spazio temporale dentro un mondo parallelo dove per qualche istante non c'è nessuno e il silenzio è troppo silenzio
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una cosa interessante mi è rimasta della predica di domenica, le cose dovevano essere 3, ma poi mi devo essere persa qualcosa... comunque la prima diceva raccontare per non dimenticare
bello, brutto, banale o interessante che sia, non importa, non importa come che sia giusto o sbagliato, ma importante è raccontarlo per ricordarlo


e allora tanto per non dimenticare vi racconto del tratto di prato che sembrava nevicato, una neve soffice soffice incastrata tra i fili d'erbe verdissima, una neve fatta di pollini che non sono riusciti a svolazzare allegri per l'aria, ma sono rimasti subito incastrati li' a terra, una neve che sembra un po' quella del presepe a natale fatta con il cotone... che poi non sono mai stata sicura che nel presepe ci andesse la neve, ma quando compri personaggi e oggetti per allestire la scena trovi mischiati pastorelli in maglietta e calzoncini, con pini ricoperti di neve e palme lussureggianti... forse e' per sentirsi un po' meno distanti
e poi vi racconto del perfetto praticello opportunamente ornamentato (ma si dice cosi?) di cespugli di fiori rossi, rosa e gialli, davanti una villetta tutta linda e ordinata, dove pascolava beata una gallina spennacchiata

e poi, ora, solo pochi minuti fa, la pioggia di poco fa, arrivate dalle mie spalle, prima si e' sentito solo il rumore, il battare forte sul tetto di lamiera di questo ultimo piano, ma guardando dalla finestra non si vedeva ancora niente e poi eccole, pochi istanti di grosse gocce sparse e via uno scroscio travolgente, il tutto nel giro di pochi istanti. due minuti e nuovamente la calma
e ora tutto questo mi ha messo voglia di essere dentro una macchina, in un posto di osservazione alto, magari con un lago sotto e stare a guardare questo cielo, riflesso nero sull'acqua profonda, vento a tratti da seguire tra gl'alberi e un bacio caldo sulla pelle nuda e amore senza premura, mentre il temporale rumoreggia dentro la valle e tutti corrono a nascondersi

e questa, forse piu' sensuale dell'altra

calla
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oggi va cosi', va di sole e vento leggero che scivola fra i rami, sfiora le foglia, le solletica facendola vibrare leggermente con un sottile piacere, va di sguardo perso a guardar fuori e mente lontana, in riva a un corso d'acqua placido, un lago limpido o un mare  calmo, voglia di parole nuove da leggere, fogli bianchi da riempire con stranezze di colori e parole, va di voglia di ubriacarmi di latte e cacao come si diceva con BuioBlu e farmi dosi di cannella su gelati alla stracciatella, va che vorrei li' oltre quella linea gialla di cui parlavo qualche giorno fa con Cointreau..., va che vorrei essere fuori di qui e mangiarmi un panino camminando passi lenti senza meta, sguardo libero e tempo di fermarmi e fermare in un'immagine tutto il bello che riesco a vedere, va che poi vorrei fermarmi un po' sudata all'ombra di una pianta, appoggiata al tuo petto a riprendere fiato e rubare un po' del tuo, cercare in cielo una nube bianche e fondermi con la sua fantasia per cercare di scoprire cosa sta disegnando sull'immenso foglio azzurro, va che girerei fino a sera, aspettando che il sole cali e di scovare un tavolino a lume di candela, dove mangiare qualcosa di leggero e osservare la luna che si riflette su uno specchio d'acqua immobile, aspetterei che faccia un po' piu' freddo per chiederti di scaldarmi mentre seduti su vecchio scalino osserviamo le stelle come il mondo non ci girasse intorno
va che son qui chiusa in ufficio e che mi hanno appena avvisata che pare che mi hanno clonato il bancomat e chiesto se ero d'accordo se lo bloccavano...
va che mi consolo verificando il programma di un cartello che ho visto questa mattina per sabato 17 maggio che sembra piuttosto interessante

http://www.gam.gallarate.va.it/2007/contenuti/scheda_base.asp?id=228

e con le date delle notti bianche che a quanto pare son fissate:

Como 14 giugno
Varese 28 giugno

va che tra poco vado a pranzo e per raggiungere la mensa da qui si puo' fare una breve passaggiata attraversando il parco
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domenica pasqua, sole, sorrisi, pastiera, cioccolato e ... sorprese!



ieri è stato un pò come andare dentro le canzoni. attraversare paesi sconosciuti, riconoscendo nomi noti. osservare le sensazioni. mi è mancato solo di incontrare una lucertola, il sole c'era, ma anche la neve appena sopra e il vento troppo freddo, saranno state nascoste al caldo, nei muri delle case.



ho stretto il vento tra le dita e non l'ho più trovato

vento



voglia di liquirizia





bellagio, abbraccio  
dondolando nel vento
bellagio, onde e freddo   bellagio

 


----- h. 17:20 -----

odio questo freddo che mi entra dentro così nel profondo, che mi obbliga ad attorcigliarmi su me stessa nella speranza di combatterlo, che mi venire un crampo, perchè il sangue è diventato pigro e nel frattempo i miei pensieri sono così
disegno 20080325
leggeri e persi, un tantino contorti, ma non portano a nulla, al massimo tracciano qualcosa di vagamente piacevole
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fatti eventi riflessioni pensieri che hanno un pò di voglia di uscire
ho preparato la "banoffee" o banana toffee pie e devo dire che è venuta niente male: base di biscotti tritati impastati con burro fuso, strato di crema mou preparata tipo caramello con latte condensato, strato di fettine di banana aggiunte all'ultimo che se no diventano nere e abbondante strato di panna montata

leggo di un sogno che vola via (e ancora non so se tenterà di inseguirlo) e poco dopo qualcuno canta il mio sogno è appena volato via

e leggendo mi rendo conto che spessa vivo pezzi di sogno contenuti in fragili bolle di sapone, soprattutto qui. intreccio la mia vita con quella di altri, in alcuni casi anche con momenti molto intensi, anche all'insaputa di chi è dall'altra parte, perchè magari ci si legge semplicemente e non gli ho mai detto quanto è importante sapere che le sue parole lì. eppure basterebbe che uno dei due decidesse di "volare via" semplicemente smettendo di dedicarsi al blog e ogni contatto sarebbe irrimediabilmente perso e lo so come è già capitato ci rimarrei molto male, arrabbiata con me stessa per non aver fatto almeno un piccolo nodo a quel filo che ci legava e con mille domande su cosa potrebbe essere successo

e una serei di buone notizie raccolte in poche ore, che dopo quelle negative ci vogliono. nella pancia della mia amica c'è una nuova vita, piccola piccola, poco più di mese. un mio amico si è messo insieme con una tipa, che sono cresciutelli tutti e due, ma è praticamente la prima volta e quindi il tutto sa di molto tenero, di cose da scoprire insieme. un altro è tornato felice e ritemprato da una vacanza, dopo un periodo di buio totale e sembra un pò rinato. la mamma di un altro sta bene, lui è molto stanco, ma un pò più sereno. la sorella della neomamma è finalmente più serena e sta recuperando qualche chilo, non la conosco molto bene, ma mi fa piacere.

sono sonnacchiosa come un micio, mi aggiusterei un pò il cuscino e poi giù a ciambella con un sorriso
 IN |  POP 

oggi avrei voluto essere così:

una lucertula al sole, incastrata tra le fughe bianche dei mattoni rossi. osservo silenziosa senza muovermi, roteo gl'occhi e seguo il tuo passaggio. se sono fortunata  neppure mi noti. vivo di calore riflesso.
 IN |  POP 

e poi all'improvviso ho bisogno di fermarmi. 10 minuti di "me ne frego" di quello che dovrei fare, stacco e faccio quello che voglio: finisco di leggere il fumetto anche se non ho tempo
immagino una strada dove continuamente devo camminare, non posso smettere... qualcuno ha presente "la lunga marcia"? ecco, voglio un cartello di stop, dove fermarmi obbligatoriamente, o meglio ancora un muro che scivola davanti al mio cammino all'improvviso, ci sbatto contro e mi fermo lì, appoggiando le spalle, seduta senza poter andare avanti e indietro non posso tornare
fuori c'è una piacevolissima temperatura, sembra primavera, ideale per passeggiare con il naso all'insù. anche ieri era così. e anche a milano non c'è sempre la nebbia. e c'è il cielo che diventa blu e striato di rosso, disegnato dai fili del tram. e c'è che si si può perdere tra i libri e far solo finta di non lascairsi tentare e poi uscire con sacco abbastanza pesante e alcune stravanganze.
e ridere e vedersi nelle foto degli animali e fotografare l'aloe.
e ritrovarsi stretti lasciando che il riso stracuocia sul fornello
 IN |  POP 

questa mattina ho finito di leggere "il clochard" di Nicola Amato (http://nicolaamato.splinder.com) e un commento in proposito mi pare d'obbligo. un libro che inizia lento e riflessivo. per il protagonista e il lettore c'è tempo per riflettere, valutare le situazioni che si presentano man mano e poi scoprire all'improvviso che tutto il ragionare, il pensare, il credere, può semplicemente l'opposto, appena si cambia il punto di vista. mi è piaciuto questo essere trascinata dietro ad un'idea, una convinzione che si rivela poi essere solo un'illusione. credere di aver lasciato qualcosa alle persone e scoprire che a salvarci e sorriderci sono invece sconosciuti, sconosciuti che hanno ancora semplicemente fiducia nella vita e nelle persone. la seconda parte è più avvincente, c'è meno tempo per riflettere, è il momento di agire e di non spaventarsi davanti ai colpi di scena, di andare avanti con fiducia in se stessi e in chi ti vuole bene, senza "ma" e senza "se". alla fine, sui sorrisi falsi e semplicemente opportunisti, vince il sorriso sincero di una bambina, quello che troppo spesso noi abbiamo paura di regalare.








--------- e torno a me ---------

martedì quasi quasi ho corso, piano piano. alla scoperta di vie nuove, un pò periferiche condomini e villette, poche auto che rientrano, qualcuno che entra, qualcuno che esce dai cancelli. ho fatto arrabbiare diversi cagnoli che mi hanno inseguita per abbaiando mentre minacciavo pericolosamente i confini dei cinquanta metri del loro regno incontrastato. si svolta a destra e poi a sinistra, si entra nel passato. strada stretta e mal illuminata. case di cortile. alcune sono in fase di ristrutturazione e la plastica sulle finestre mossa dal vento, stranamente caldo per una sera di metà gennaio, fanno un pò paura. il nuovo addossato al vecchio, un muro sollevato come in una grande bolla, l'umidà è sotto e lo sgretola, sembra abbandonato, ma dietro l'angolo una finestra è illuminata e dentro vedo anche la tv. il portello di ferro che nasconde il contatore sbatte fuorioso, ma la sua rabbia sembra non disturbare nessuno. incroncio una signora con il suo cane impegnato a far pipì, veloce che poi si mangia. ho scoperto un'usanza, forse locale chissà, dei gatti. da lontano sembrava un sacchetto di carta buttato in mezzo alla strada che si muoveva a tratti mosso dal vento, ma quando mi sono avvicinata, è balzato in piedi e fuggito oltre la recinzione della villetta lì a fianco, un bel micione rosso col muso bianco. buffo penso, chissà cosa ci faceva sdraiato in mezzo alla strada. giro l'angolo, butto un occhio al parcheggio semivuoto ed eccone un altro, nero, sdraiato nel parcheggio. lui si limita a guardarmi, resto a distanza di sicurezza e quindi non deve disturbarsi ad alzarsi. mi chiedo ancora cosa ci fanno lì, la prossima volta rallento, mi fermo e se non scappano glielo chiedo.
 IN |  POP 

ci sono momenti in cui realizzo di essere completamente scoordinata, oppure troppo coordinata, ancora non so, e ogni volta all'improvviso me ne stupisco. musica e parole nuove che giravano dentro lo stereo (safari), la lucina le pescava dalla superfice argentata e le spargeva in giro per la stanza. belle parole, entravano in testa e diventavano immagini, istantanee di momenti, mentre le mani, lisciavano la manica, una di quelle irrimediabilmente storte. chissà com'è che alcune magliette nascono "storte", inutile cercare di stirarle rispettando la cucitura... se ci provi, trovi il collo all'altezza dell'ombelico e allora le mani si arrangivano a cercare alla meglio cercando un giusto compromesso e cercando di togliere tutte le pieghe. si perchè poi il ferro da stiro è bastardo, una semplice pieghetta nascosta sotto sotto che è impossibile da vedere, la trasforma in una grinza indelebile, come un tantuaggio, che puoi star sicuro ti porterai adosso


intanto vi presento Billy, si come il succo di frutta, quello vecchio che forse qualcuno ricorderà. un classico quello all'arancio, ma io preferivo quello alla mela (si, si lo so, la solita difficile!)
questo Billy invece è piccolo e peloso, bianco e un pò grigio, dormiglione e al momento ancora un pò asociale, ma piano piano inizia a giocare con le mani e non fugge più come se ci fosse la fine del mondo imminente... forse perchè ha capito che tutte le mattina dalle mani arriva l'insalatina che gli piace tanto! (piccolo approfittatore)


un disegno così


una foglia così


e un pò di calore così



ora c'è troppo silenzio e quasi mi disturba un pò
quasi quasi, piano piano, questa sera vado a correre
 IN |  POP 

sei e mezza. già buio fuori, già buio intorno, le luci degli uffici son già tutte spente. silenzio. solo alle mie spalle il ticchettio di dita veloci su una tastiera e la luce tenue di un monitor. io entro tardi e alla sera devo recuperare. lui è stato lasciato il giorno prima di natale, mi sa che non ha molta voglia di casa, meglio fingere di avere molto da fare. ingannare la mente si può fare. ingannare chi ti sta intorno, basta tirare gl'angoli della bocca verso l'alto e mostrare qualche dente. ingannare il cuore, no quello non si può. fa male dentro, si può non mostrarlo, ma non si può farlo tacere.

mancano dieci minuti a mezzanotte


e sulla facciata del palazzo splendono degli angeli


incredibile! a volte li ho cercati, o meglio ho cercato il mio angelo custode per chiedergli un consiglio, ma non l'ho mai scovato e invece bastava volgere lo sguardo
fa freddo e nevica debolmente. alcune rose sembrano lì per dimostrare che si può resistere a tutto.





se ne esce un pò sciupati, ma si può sopravvivere anche al gelo che ti avvolge, che le nubi prima o poi se ne vanno e lasciano posto ad un nuovo sole, a nuovo calore


calore da cercare in una tazza fumate di cioccolata, leggendo parole di un diario dei ricordi che non mi appartiene. disegni dolci, delicati e frasi fatte di ragazzine. sbrodolano bontà da ogni parola, come si confà alla brave ragazze che studiano dalla suore. chissà magari almeno una era sincera. vorrei mostrargliele oggi quelle parole, vorrei vedere se le riconoscono e se ricordano la persona a cui le hanno dedicate, sprecando inchiostro. chiudo delicatamente le pagine ingiallite e rimango ad osservare i fiocchi che cadono come brillanti sotto il lampione.
 IN |  POP 

ho sentito il rumore di passi nelle neve, non di quelli morbidi nella neve appena caduta, scricchiolavano un istante e poi un colpo secco, passi sulla neve gelata in una fredda mattina appena rischiarata
...fuori prima è sceso qualche finissimo fiocco di neve e poi è spuntato il sole, non erano sicuramente reali, forse solo suggestione o forse le mie cuffiette si sono definitivamente guastate???

weekend strano, ancora troppo strano per parlarne, bello, un pò emozionante, un pò confuso, difficile da definire, un pò come quando vivi una cosa, ma non te ne rendi conto, te la senti bene adosso, ma non riesci ancora a vederla
cancello i momenti brutti, ora non ci voglio pensare, li affronterò quando si ripresenteranno, spero mai, ma temo che sia solo speranza. venerdì notte ha nevicato leggermente e sabato mattina si è visto ancora qualche fiocco, al risveglio c'era un leggero velo bianco nei prati

ho collaudato il forno e mi sono dimenticata di farvi almeno una foto... il risultato, forse un tantino troppo cioccolotaso, ma non male!!
 IN |  POP 

camminando con gl'occhi e le orecchie

un filo teso nel nulla
retta all'infinito
acciaio solido
puoi ascoltare il suo invisibile vibrare

battare incessante
dentro il bosco rumore inconfondibile di pioggia
stupore di un temporale che non bagna
solo l'ultimo saluto di foglie che cadono
poi sarà solo scricchiolare di rami

contrasti naturali

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