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e' una bella giornata di cielo azzurro e sole intenso, ma il lago e' comunque arrabbiato
non sopporta il vento che gli solletica la superficie facendolo agitare e contorcere
e allora inizia ad urlare e lanciarsi minaccioso verso riva, tirando sberle cieche a chi incrocia sulla sua strada
e puoi vedere le barche impennarsi e i suoi spruzzi arrivare alti in cielo
Home » acquaTag correlati: vita, parole, stati animo, piaceri, natura, attimi, foto, baco, sole, riflettendo, flash, tenebre, luna, nudo
| in un'ora ci sono tante cose |
| cose sul lago |
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| cose che attraversano il cielo |
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| e altre che lo disegnano |
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| e ci sono cose a terra |
| tracce di animale |
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| e tracce di animale umano |
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| ...e poi c'e' l'animale umano che mentre parla al telefono non riesce a resistere e fa pipi' in bella mostra... |
| meglio tornare con le orecchie tra il verde e ascoltare il ronzio delle api che si rubano il fiore migliore e mi ricordano l'ape maia e il suo amico willy |
| mi guardo intorno e penso che voglio tornare quando tutto sara' nebbia |
ho pensieri sospesi nel vuoto dell'assenza di tempo, ma impressi sulla pelle, come marchi indelebili.
conservo odore di freddo e nubi cariche di pioggia come nebbia crudele, volto lo sguardo e ha assorbito il mondo da cui sono salita. isolata nel grigio, nessun rumore, se non l'alta tensione che sfrigola imprigionata nei cavi, vie parallele che spariscono verso valle. nel grigio il dove non c'e', ma sale odore di pino che brucia nel camino e il pensiero di qualcuno che si scalda, rassicurato dai profumo della cena.
conservo il rumore del vento, che gela le orecchie, i passi che scriocchiolano e sfondano nella neve residua, scivolata violentamente giu'. il fiume impetuoso al di la' della rupe, urla appena puo' coprendo il canto di uccieli invisibili e sconosciuti, ma non sovrasta la campana della chiesetta, il rosario alle otto e mezza.
conservo il gelo sulle gambe, che s'insinua dalla giacca lungo il collo fin dentro a far tremare la schiena sudata. le gocce di acqua gelata a colpire il viso come spilli e l'esser grata a quel raggio di sole che ogni tanto arrivava. e il caldo esagerato, sorprendetemente bello nella stanza di legno e arredi rossi.
conservo la forza della distesa di un prato giallo, la delicata resistenza di un timido fiore che non osa aprirsi senza il sole. il sentiero che cambia, sabbia, sassi, neve e aghi di pino aggrappati agli scarponi bagnati li trasformandoli in pantofole pelose e nascondono il passo. il cielo azzurro e le nubi rosse. oggetti antichi, trasformati in ornamento. un sorriso e l'espressione rilassata.
conservo polenta e formaggio, noci, crepes, prosciutto e fontina, cervo e verdure, tegole e un quasi budino, frutti di bosco e panna. li conservo... che a mangiarli tutti non ce la facevo piu'.
...alla ricerca della lago perche' sapevo che c'era, ma non dov'era!
un'ora di silenzio, di sole, di parole lette e scritte, d'immagini impresse in bit e nella mia mente
non c'e' sole, non c'e' vento, il cielo e' di quel bianco da nubi alte
visto dall'alto il lago oggi e' uno specchio perfetto
calma riflessiva
sempre pensato che quelli di Ikea sono geniali!
io e T facciamo entrambe parte del famose club ikea family, quello della tessera per gli sconti per intenderci, di tanto in tanto ikea si ricorda di mandarci a casa la rivista 'ikea live', a volte a me, a volte a lui... ieri sera nella cassetta c'erano due copie, penso questa volta hanno fatto le cose in grande. mentre appoggio le due copie sul tavole noto che sulla copertina c'e' il mio nome, i pensatori di ikea hanno personalizzato ogni copia della rivista con una scritta tipo "ciao bluele, scopri le offerte ikea pensate per te" e gia' li' penso che quelli di ikea sono dei veramente grandi, per farti sentire veramente importante e darti l'illusione che quella copia sia fatta su misura per te! Butto un'occhio alla copia di T e... toh! anche l'immagine della copertina e' diversa: sulla mia c'e' un bel giovine che mi sorride, sulla sua... un padre di famiglia! ...mi viene il sospetto che i signori ikea hanno fatto copertine diverse anche per fascia di eta'! ...e io ho ancora diritto al bel filgliolo :D ...ieri sera ho giusto preso un po' in giro il povero T! grazie Ikea! :D
gocce
pensieri instabili aggrappati al filo vitale di energia vibrante
sono giorni di pioggia e alla fine ci sono cascata, trascinata dalla gocce nella pozzanghera. ora sto con il naso all'insu', persa nel fango leggero di cerchi concentrici, ultimi echi di vita di nuove gocce arrivate. le osservo, insisto e mi sforzo di guardare dentro ongnuna di loro e scorgere il piccolo che racchiude, voglio leggere le storie che ha imprigionato scivolando lungo i vetri, immagini di brevi istanti. ipnotizzata non posso distogliere lo sguardo
ancora pioggia...
ormai la muffa ce l'ho anche nelle ossa!
e questo vi sembra un parcheggio o un simpatico laghetto?

camminare sotto l'acqua
gocce violente ad appropiarsi dei miei pensieri
scaraventati nella pozzanghera ai miei piedi
risalgono confusi
inzuppandomi in una gelida morsa
non smettere di camminare per impedirgli di penetrare
generare nuovo calore
non smettere di guardare
scattare nuove immagini
e parole come cornice
sono in quello stato, quello un po' confuso
parole, immagini, pensieri, uno sopra l'altro come lampi di colore che si disegnano nel nulla e svaniscono assorbiti nel grigio indistinto
vibro
anche un weekend di pioggia ha il suo perche' di esistere
per me e' stato un perche' di fare poco niente recuperando sonno perduto, ho ricaricato almeno un po' le batterie ritrovando voglia di fare e riscoprendo i desideri finiti in cantina
e cosi' oggi mi sono ritrovata a camminare annusando l'aria gustando il profumo di erba appena tagliata che asciuga al sole piacevolmente caldo
e mi sono ricordata del convivio di corvi che si teneva ieri nel piazzale del campo sportivo, un po' inquietante in un lunedi' mattina
e camminando ho di nuovo osservato le persone cercando di immaginare i loro pensieri e i loro lati nascosti, quelli insospettabili
e ho di nuovo voglia di starmente semplicemente distesa ad ascoltare quello che ha da raccontarmi l'aria leggera che mi solletica la pelle, senza pensare a quello che devo fare
e mi e' tornata voglia di pane e nutella da gustare in una lenta merenda
una cosa interessante mi è rimasta della predica di domenica, le cose dovevano essere 3, ma poi mi devo essere persa qualcosa... comunque la prima diceva raccontare per non dimenticare
bello, brutto, banale o interessante che sia, non importa, non importa come che sia giusto o sbagliato, ma importante è raccontarlo per ricordarlo
e allora tanto per non dimenticare vi racconto del tratto di prato che sembrava nevicato, una neve soffice soffice incastrata tra i fili d'erbe verdissima, una neve fatta di pollini che non sono riusciti a svolazzare allegri per l'aria, ma sono rimasti subito incastrati li' a terra, una neve che sembra un po' quella del presepe a natale fatta con il cotone... che poi non sono mai stata sicura che nel presepe ci andesse la neve, ma quando compri personaggi e oggetti per allestire la scena trovi mischiati pastorelli in maglietta e calzoncini, con pini ricoperti di neve e palme lussureggianti... forse e' per sentirsi un po' meno distanti
e poi vi racconto del perfetto praticello opportunamente ornamentato (ma si dice cosi?) di cespugli di fiori rossi, rosa e gialli, davanti una villetta tutta linda e ordinata, dove pascolava beata una gallina spennacchiata
e poi, ora, solo pochi minuti fa, la pioggia di poco fa, arrivate dalle mie spalle, prima si e' sentito solo il rumore, il battare forte sul tetto di lamiera di questo ultimo piano, ma guardando dalla finestra non si vedeva ancora niente e poi eccole, pochi istanti di grosse gocce sparse e via uno scroscio travolgente, il tutto nel giro di pochi istanti. due minuti e nuovamente la calma
e ora tutto questo mi ha messo voglia di essere dentro una macchina, in un posto di osservazione alto, magari con un lago sotto e stare a guardare questo cielo, riflesso nero sull'acqua profonda, vento a tratti da seguire tra gl'alberi e un bacio caldo sulla pelle nuda e amore senza premura, mentre il temporale rumoreggia dentro la valle e tutti corrono a nascondersi
e questa, forse piu' sensuale dell'altra
oggi va cosi', va di sole e vento leggero che scivola fra i rami, sfiora le foglia, le solletica facendola vibrare leggermente con un sottile piacere, va di sguardo perso a guardar fuori e mente lontana, in riva a un corso d'acqua placido, un lago limpido o un mare calmo, voglia di parole nuove da leggere, fogli bianchi da riempire con stranezze di colori e parole, va di voglia di ubriacarmi di latte e cacao come si diceva con BuioBlu e farmi dosi di cannella su gelati alla stracciatella, va che vorrei li' oltre quella linea gialla di cui parlavo qualche giorno fa con Cointreau..., va che vorrei essere fuori di qui e mangiarmi un panino camminando passi lenti senza meta, sguardo libero e tempo di fermarmi e fermare in un'immagine tutto il bello che riesco a vedere, va che poi vorrei fermarmi un po' sudata all'ombra di una pianta, appoggiata al tuo petto a riprendere fiato e rubare un po' del tuo, cercare in cielo una nube bianche e fondermi con la sua fantasia per cercare di scoprire cosa sta disegnando sull'immenso foglio azzurro, va che girerei fino a sera, aspettando che il sole cali e di scovare un tavolino a lume di candela, dove mangiare qualcosa di leggero e osservare la luna che si riflette su uno specchio d'acqua immobile, aspetterei che faccia un po' piu' freddo per chiederti di scaldarmi mentre seduti su vecchio scalino osserviamo le stelle come il mondo non ci girasse intorno
va che son qui chiusa in ufficio e che mi hanno appena avvisata che pare che mi hanno clonato il bancomat e chiesto se ero d'accordo se lo bloccavano...
va che mi consolo verificando il programma di un cartello che ho visto questa mattina per sabato 17 maggio che sembra piuttosto interessante
http://www.gam.gallarate.va.it/2007/contenuti/scheda_base.asp?id=228
e con le date delle notti bianche che a quanto pare son fissate:
Como 14 giugno
Varese 28 giugno
va che tra poco vado a pranzo e per raggiungere la mensa da qui si puo' fare una breve passaggiata attraversando il parco
il sole sta sparendo lentamente sotto uno strato di nubi sempre più spesso. un venticello freddo attraversa il parchetto, solleva un sacchetto di plastica e lo fa volare a pochi centimentri da terra per qualche metro, lo abbandona per qualche istante e lo tira su per un altro giro. riempio il sacchetto di pensieri e li affido al vento, che se li porti via. io aspetto la pioggia, svuotata. voglio bagnarmi. sentire l'odore penetrante della terra che inizia ad inumidirsi penetrami violentemente le narici. voglio essere innaffiata come una pianta per trovare nuova vita. sentirò freddo, un pò soffrirò, ma ogni nascita è sofferenza e pianto
voglio bagnarmi di stelle
ferirmi l'immaginazione con le loro punte
immergermi in un blu troppo profondo
lasciarmi percorrere da brividi
freddo e paura
riaprire vecchie ferite
sentirne l'essenze percorrermi calda
esplorale con un dito
sporcarmi il viso di un rosso che non posso vedere
lo sento seccarsi increspando la pelle
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sdraita sul muretto del canale a guardare le stelle, lasciando l'immaginazione libera di andare, una mano a penzoloni dentro l'acqua corrente mi fa salire brividi di freddo, ma qualcuno è di paura, se ci cado dentro?
maledette zanzare, gratto una vecchia puntura e la crosticina si stacca, una goccia di sangue corre lunga la gamba, ma devo grattare ancora, ne scaccio un'altra che mi ronza vicino al naso, dopo qualche istante sento qualcosa seccarsi lì vicino, ma porc... adesso devo essere più simile ad un indiano! |
sono rosso e sono blu
il bianco e il nero, il tutto e il niente sono troppo per me
ho bisogno di calma quasi immobile e di vita che pulsa e scorre
ieri ho s-corso con la corrente
al suo stesso ritmo per un tratto
blando, senza premura
rigirandomi un pensiero come un gorgo
fermarlo un istante e poi lasciarlo andare via
scorrere |
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correre contro corrente
un gioco pesante per lo sguardo
non c'era l'increspatura da seguire
ma un mondo che viaggiava contrario
non rallentava per favorire il mio passaggio
inesorabilmente opposto |
un post in bottiglia
me ne stavo qui in ufficio a pensare che voglio uscire presto, andare in riva al ticino, proprio là sul confine tra il placido bacino e l'inizio della corrente, dove l'acqua si abbassa, sfiora i sassi sporgenti che formano una diga naturale e si lancia nella nuova discesa. ho voglia di stare ad osservarlo dal suo centro, in equilibrio su quel confine. ascoltarlo. sentire il sole che cambia odore alla pelle, accecarmi dei suoi riflessi. affodnare una mano nell'acqua fredda e lasciarmi accarazzere. inseguire il passaggio di un uccello acquatico, un insetto che scappa tra le rocce. insomma me ne stavo qui a pensare che ho bisogno di una dose natura, che mi fa aumentare i battiti del cuore, che mi annulla i pensieri, ho bisogno di respirare quel silenzio di nessuno intorno, coccolarmi l'anima fino a farle sputare le lacrime che nasconde. vivere la sensazione di essere fuori. me ne stavo qui concentrata sul mio pensiero osservando la bottiglia vuota e ho deciso di metterci il pensiero dentro e affidarlo alla corrente... magari qualcuno lo troverà :)
su questa ragnatela io non sono il ragno
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immagini d'acqua
immobile, tristemente racchiusa
attende che qualcuno la faccia vibrare, scorrere, scivolare, bagnare |
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acqua libera, apparentemente immobile sostegne barche, ma una mano la può attraversare |
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le anatre ci corrono sopra |
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le case la usano per scoprire come appaiono nella notte illuminate dall'uomo |
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acqua che se ha voglia ti culla delicatamente sul pontile, nella notte, ti fa sentire instabile e molto fragile |
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