una cosa interessante mi è rimasta della predica di domenica, le cose dovevano essere 3, ma poi mi devo essere persa qualcosa... comunque la prima diceva raccontare per non dimenticare
bello, brutto, banale o interessante che sia, non importa, non importa come che sia giusto o sbagliato, ma importante è raccontarlo per ricordarlo
e allora tanto per non dimenticare vi racconto del tratto di prato che sembrava nevicato, una neve soffice soffice incastrata tra i fili d'erbe verdissima, una neve fatta di pollini che non sono riusciti a svolazzare allegri per l'aria, ma sono rimasti subito incastrati li' a terra, una neve che sembra un po' quella del presepe a natale fatta con il cotone... che poi non sono mai stata sicura che nel presepe ci andesse la neve, ma quando compri personaggi e oggetti per allestire la scena trovi mischiati pastorelli in maglietta e calzoncini, con pini ricoperti di neve e palme lussureggianti... forse e' per sentirsi un po' meno distanti
e poi vi racconto del perfetto praticello opportunamente ornamentato (ma si dice cosi?) di cespugli di fiori rossi, rosa e gialli, davanti una villetta tutta linda e ordinata, dove pascolava beata una gallina spennacchiata
e poi, ora, solo pochi minuti fa, la pioggia di poco fa, arrivate dalle mie spalle, prima si e' sentito solo il rumore, il battare forte sul tetto di lamiera di questo ultimo piano, ma guardando dalla finestra non si vedeva ancora niente e poi eccole, pochi istanti di grosse gocce sparse e via uno scroscio travolgente, il tutto nel giro di pochi istanti. due minuti e nuovamente la calma
e ora tutto questo mi ha messo voglia di essere dentro una macchina, in un posto di osservazione alto, magari con un lago sotto e stare a guardare questo cielo, riflesso nero sull'acqua profonda, vento a tratti da seguire tra gl'alberi e un bacio caldo sulla pelle nuda e amore senza premura, mentre il temporale rumoreggia dentro la valle e tutti corrono a nascondersi
e questa, forse piu' sensuale dell'altra